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Sport

PROGETTO DIDATTICO D'ISTITUTO
“DAL GIOCO ALLO SPORT”

Curricolo sostenibile  di attività motoria e sportiva
dalla Scuola dell’infanzia alla Scuola Secondaria di 1°Grado
per la valorizzazione piena di corpo e movimento

PREMESSA
Possiamo considerare le attività motorie e sportive una risorsa culturale riconosciuta e consolidata nell'ambito delle moderne Scienze dell’Educazione; il loro contributo assume un valore formativo che si connette a quello delle altre discipline nel favorire i processi di apprendimento, maturazione della personalità, socializzazione e crescita come soggetti attivi, responsabili ed equilibrati.
Il nostro Istituto, in linea con le indicazioni di tutti i più recenti documenti ministeriali, ha elaborato un piano di interventi dalla Scuola dell’Infanzia alla Primaria alla Secondaria di primo grado con un unico filo conduttore: al centro del progetto educativo è posto il singolo allievo con le sue necessità di formazione culturale e sociale rilevate e declinate in relazione alle caratteristiche dei diversi periodi evolutivi.
L’attuale contesto sociale richiede all’Istituzione Scolastica e alle agenzie educative che coagiscono con essa un’attenzione profonda ai valori fondamentali del rispetto di sé e degli altri, della collaborazione e del vivere insieme, della capacità di “star bene con sé stessi per star bene con gli altri”. L'esperienza sportiva può portare un valido contributo nella formazione personale e culturale dei minori, contestualizzandosi in modo specifico  in area motoria, connettendosi con le aree sociale, cognitiva ed affettiva e ponendosi anche in prospettiva di prevenzione al disagio, in collegamento e collaborazione con tutte le iniziative già presenti sul territorio.
Alla luce di queste riflessioni diventa quindi importante “scommettere” sull'attività motoria e sportiva con un progetto che possa contribuire a sostenere e sviluppare un “ambiente scuola formativo”, in grado di promuovere il benessere della persona e di contrastare efficacemente le prime forme di disagio e devianza giovanile. Il nostro progetto ha, quale finalità principale, l’avvio ed il potenziamento di un percorso di educazione motoria e sportiva che, prendendo le mosse dal gioco nelle sue molteplici forme e radici culturali, favorisca

- la piena integrazione tra bambini e ragazzi appartenenti a culture diverse,

- la socializzazione,

- l’acquisizione di un corretto stile di vita.

Il movimento e il gioco, momenti essenziali dell’attività motoria e dello sport, rispondono ad un bisogno primario della persona e, attraverso una corretta azione interdisciplinare, contribuiscono al suo sviluppo armonico promuovendo inoltre la cultura del rispetto dell’altro, del rispetto delle regole che rappresentano importanti veicoli di inclusione sociale e di contrasto alle problematiche legate al disagio giovanile. L’ ampliamento delle esperienze motorie dell’alunno verrà favorito dai collegamenti e dalle sinergie che la scuola concretizzerà con i soggetti esterni per realizzare attività complementari di avviamento alla pratica ludico-sportiva promuovendo l’inclusione dei soggetti più in difficoltà.

In sintonia con i principi dell’autonomia scolastica i docenti, sostenuti dalla collaborazione degli esperti esterni e orientati da una commune cornice progettuale, promuovono così la didattica delle attività motorie e sportive organizzando situazioni di apprendimento che facilitino esperienze, scoperte, prese di coscienza e abilità nuove, individuali e collettive, che possano diventare patrimonio personale dell’alunno, all’interno del curricolo scolastico. Ogni attività proposta viene realizzata attraverso il coinvolgimento attivo e privilegiato di tutti i docenti ed in particolare degli insegnanti referenti per l’educazione motoria, pur non escludendo, anzi promuovendo, la partecipazione in ruoli complementari di tutte le altre componenti interne ed esterne alla scuola (genitori, società sportive, ente locale).

Il progetto, approvato dagli organi collegiali e assunto all’interno del Piano dell’Offerta Formativa, mantiene stabile la propria finalizzazione, il dispositivo metodologico e alcuni appuntamenti ormai entrati nella cultura educativa e didattica della Scuola; potranno variare di anno in anno alcune iniziative, in relazione ad opportunità ed evenienze.

FINALITA’
il nostro  individuare tre nuclei privilegiati di sviluppo che l’intervento educativo in ambito motorio può e deve perseguire nell’ottica della formazione integrale della persona dell’alunno.

  1. Conoscere meglio se stessi: migliorare progressivamente la conoscenza e la consapevolezza della propria identità corporea e la cura della propria persona (star bene).
  2. Comunicare e relazionarsi positivamente con gli altri: essere consapevoli delle opportunità offerte dal gioco e dallo sport per lo svilppo di abilità prosociali (stare insieme).
  3. Acquisire il valore delle regole e l’importanza dell'educazione alla legalità: riconoscere nell’attività motoria e sportiva i valori etici alla base della convivenza civile (star bene insieme).

Conoscere meglio se stessi

Attraverso il movimento si realizza una vastissima gamma di gesti che vanno dalla mimica del volto alla manualità fine, per arrivare alle più svariate performance sportive. Per mezzo del movimento il bambino impara a conoscere se stesso, esplora, conosce, comunica, relaziona, mette in essere il fare. Il saper fare è riuscire a sperimentare il successo delle proprie azioni, il che implica l’acquisizione di abilità motorie. La conquista di abilità motorie è fonte di gratificazione derivante dal piacere di padroneggiare il proprio corpo con gesti funzionali ed efficaci, che consentono al bambino di ampliare progressivamente la propria esperienza arricchendola di stimoli sempre nuovi. Nell’ arco del primo ciclo d’istruzione c’è la necessità e l’urgenza di dare sistematicità e continuità a molteplici e corrette esperienze di movimento, che possano ampliare sempre più il patrimonio motorio del bambino e concorrano a sostenere il suo graduale sviluppo negli aspetti sia morfologici che cognitivi e psico-relazionali. Dal punto di vista dell’ educazione e del controllo degli aspetti emotivi della personalità, l’attività motoria e sportiva contribuisce in modo particolarmente significativo alla necessità di modulare e controllare le proprie emozioni, a sperimentare la vittoria e la sconfitta, evitando atteggiamenti di eccessiva esaltazione in un senso o nell’altro. La dimensione corporeo-motoria è senza dubbio l’ambito entro il quale l’insegnante attento saprà cogliere attese e istanze comunicative, nonché la manifestazione di disagi di varia natura che bambini e ragazzi non riescono a razionalizzare e a comunicare con un linguaggio verbale. All’ingresso della Scuola Primaria, una delle “attenzioni” didattiche che maggiormente deve essere tenuta in considerazione è quella di saper coniugare “in continuità” l’esperienza motoria del bambino vissuta nella Scuola dell’Infanzia come fonte di piacere, di nuove conoscenze ed esperienze, in grado di arricchire tutti gli aspetti della personalità. Una scuola che sa accogliere è una scuola in grado di creare le condizioni ottimali affinché, attraverso le occasioni di gioco motorio, si possano facilitare e promuovere nuove scoperte nel campo del linguaggio cinetico, trasmettendo il piacere di superare sempre nuovi “ostacoli” con determinazione, di imparare ad adottare nuove strategie di movimento, contribuendo a costruire la propria autostima. Lo stare bene con se stessi richiama inoltre l’esigenza che nel curricolo dell’educazione al movimento in ambito scolastico confluiscano esperienze che riconducono a stili di vita corretti e salutari, che comprendono la prevenzione di patologie connesse all’ipocinesia, la valorizzazione delle esperienze motorie e sportive extrascolastiche, i principi essenziali di una corretta condotta alimentare , nonche’ una puntuale informazione riguardante gli effetti sull’organismo umano di sostanze che inducono dipendenza.

Comunicare e relazionarsi positivamente con gli altri

Il progressivo processo di conoscenza e consapevolezza di se stessi incrementa il bisogno di confrontarsi con gli altri e di arricchire la gamma delle possibilità comunicative ed espressive, attraverso i molteplici canali della comunicazione. A questo riguardo, l’attività motoria e sportiva rappresenta un significativo ambito di esperienza all’interno dei percorsi di apprendimento inerenti la capacità di decodificare e di utilizzare i codici della comunicazione verbale e non verbale, che saranno opportunamente sperimentati in svariate situazioni e contesti. In particolare, sarà importante promuovere la continua interconnessione tra i diversi tipi di linguaggio: da quello verbale-orale a quello motorio, da quello motorio a quello grafico-simbolico, da quello musicale a quello mimico-gestuale, ecc., in modo che il bambino sappia cogliere le molteplici possibilità che egli possiede per interagire in modo originale e personale con l’ambiente. Inoltre, il costante passaggio dal vissuto corporeo alla percezione, alla simbolizzazione e infine alla verbalizzazione consente di confermare come il processo che porta alla concettualizzazione implica sempre e inderogabilmente la mediazione offerta dalle esperienze pratico-motorie. Gli itinerari dell’istruzione, che sono finalizzati anche ad una alfabetizzazione motoria e corporeo-cinestesica, sono inscindibilmente intrecciati con quelli della relazione (adulto-bambino e bambini-bambino), la quale fa riferimento all’interazione emotivo- affettiva, alla comunicazione sociale ed ai vissuti valoriali che si generano nella vita della scuola. Quale occasione migliore per l’insegnante di utilizzare la dimensione ludica, il gioco motorio come “reali” palestre di vita in cui l’attività motoria e sportiva fungono da sfondo per il vissuto di valori che svolgono un ruolo primario nei contesti di vita quotidiana: l’autostima, il rispetto per l’altro, il riconoscimento e la valorizzazione della diversità, la solidarietà nel gruppo, l’altruismo, la cooperazione. Si sottolinea la sfida educativa che la diversità pone nella classe, dove le diverse situazioni individuali vanno riconosciute e valorizzate, evitando che la differenza si trasformi in disuguaglianza. Partecipare alle attività motorie e sportive significa condividere con altre persone esperienze che permettono di percepire il proprio essere parte di un gruppo , accrescendo il senso di appartenenza. A sua volta l’essere parte di un gruppo (classe, squadra, ecc.) pone in evidenza gli effetti che ciascuno ha sugli altri, contribuendo ad esaltare il valore della cooperazione e del lavoro di squadra.

Acquisire il valore delle regole e l’importanza dell'educazione alla legalità

L’attività motoria-sportiva diventa una preziosa occasione per raggiungere obiettivi comuni a tutti coloro che, nel ruolo di educatori, si impegnano nel difficile compito della “formazione del cittadino”.
Le esperienze motorie e sportive in ambito scolastico, proprio perché sono promosse in un ambiente di vita nel quale vengono garantite e tutelate pari opportunità formative a ciascun bambino, hanno il privilegio di stimolare “in situazione di operatività” una riflessione sui concetti base della convivenza. La scuola può affiancare al compito “dell’insegnare ad apprendere” anche quello “dell’insegnare ad essere” in cui ognuno “impara meglio nella relazione con gli altri”. In particolare , proprio la necessità di dotarsi di regole concordate e condivise per “ stare al gioco “, porta alla consapevolezza che qualunque esperienza di vita con gli altri presuppone il riconoscimento e il rispetto di norme comuni. Occorre che la scuola sappia trasmettere e far vivere ai ragazzi i principi di una cultura sportiva portatrice di rispetto per sé e per l’avversario, di lealtà, di senso di appartenenza e di responsabilità, di controllo dell’aggressività, di negazione di qualunque forma di violenza.
Solo così la “ regola “ non sarà vissuta come inutile imposizione, da ignorare appena possibile, ma risulterà uno strumento indispensabile sia nel contesto sportivo che in tutti i settori della vita sociale.

DESTINATARI
Le esperienze di progetto sono rivolte a tutti gli alunni frequentanti le scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° Grado, appartenenti all’Istituto Comprensivo Statale di Asola, attraverso la pianificazione condivisa delle attività integrative e complementari di:

  • SCUOLA DELL’INFANZIA: Progetti di Psicomotricità
  • SCUOLA PRIMARIA: Progetti di attività motoria e avviamento al Giocosport
  • SCUOLA MEDIA: Progetto di attività motoria e Sportiva nell’ambito del Centro Sportivo Scolastico

DURATA DEL PROGETTO

Il percorso progettuale attivato presso ogni singola realtà scolastica è sviluppato durante l’anno secondo un calendario definito in sede collegiale con le insegnanti referenti. Ogni progetto, specifico per ogni plesso in relazione agli interventi concordati con gli esperti esterni, sarà esplicitato attraverso le schede progettuali d’Istituto.

ARTICOLAZIONE DELLE PROPOSTE PROGETTUALI
Attività curricolare settimanale
Il progetto verrà promosso e sostenuto all’interno dell’organizzazione curricolare settimanale attraverso la collaborazione con esperti di educazione fisica con specifiche competenze nell’area ludico-motoria. Questo supporto tecnico-didattico-metodologico sarà finalizzato: Arricchire l’offerta formativa nell’area di apprendimento interessata Supportare le insegnanti attraverso interventi progettuali che possono essere complementari all’azione didattica diretta.

Attività sperimentale per classi parallele
Nell’ambito dell’attività curricolare settimanale si potranno offrire agli alunni esperienze di attività per classi parallele là dove il modulo didattico di plesso lo permetta
Attività didattica “verticale” in continuità con la scuola materna
Ad integrazione dell’intervento didattico settimanale è possibile promuovere all’interno della Scuola dell’Infanzia appartenente all’istituzione scolastica coinvolta nel progetto, un percorso di esperienza psicomotoria svolto con i bambini frequentanti il 3° anno, al fine di strutturare un “filo conduttore” tra il campo di esperienza “Il corpo e il movimento” e l’educazione motoria di base.

Esperienza di incontro con altre realtà scolastiche
In un’ottica progettuale l’attività polisportiva potrà trovare momenti di confronto con altri poli scolastici appartenenti allo stesso Istituto Comprensivo dando vita ad esperienze integrate ludico-sportive orientate verso “giochi sportivi scolastici” in cui coinvolgere le associazioni sportive presenti sul territorio, l’ente locale ed altre realtà appartenenti al tessuto sociale di riferimento, che possono sicuramente dare un contributo in termini organizzativi, di supporto logistico nonché finanziario.
Queste opportunità rappresentano un’occasione “visibile” e “fruibile” per le famiglie e l’ente locale che rivestono un ruolo fondamentale nell’attuazione di questo progetto.

Attività di formazione e continuità educativa
Il progetto trova una sua articolazione anche nel saper trasmettere e mettere al servizio esperienze di aggiornamento a favore del personale insegnante appartenente ai due ordini di scuola, materna e primaria, attraverso un laboratorio di ricerca e tirocinio guidato che possa facilitare una più ampia conoscenza e approfondimento delle tematiche relative al campo di esperienza “il corpo e il movimento”.

Attività di orientamento per le famiglie
All’interno di questo progetto si vuole cogliere l’opportunità di offrire alle famiglie degli alunni indicazioni, suggerimenti , proposte in merito all’attività ludico-sportiva svolta all’interno del polo scolastico coinvolto e, a seconda delle esigenze, fornire indicazioni sulle esperienze sportive extrascolastiche presenti sul territorio al fine di permettere eventuali forme di collaborazione con l’istituzione scolastica.

Attività di "Informazione" e "Formazione" per i genitori

Il progetto è in grado di offrire occasioni d'incontro per tutti i genitori su molteplici tematiche attraverso dibattiti assembleari, tavole rotonde, approfondimenti culturali e nel contempo sostenere le famiglie su particolari problematiche emergenti.

AZIONI E COMPITI DEI CONSULENTI ESTERNI
L’attività, in base alle scelte didattico-organizzative operate in sede collegiale con le insegnanti di plesso ed il responsabile del progetto, potrà articolarsi, avvalendosi della collaborazione degli esperti, attraverso le seguenti azioni:

  • intervento diretto sugli alunni delle classi interessate in compresenza dell’insegnante referente dell’area motoria;
  • intervento di consulenza e progettazione in servizio con le insegnanti referenti attraverso lo sviluppo di unità di apprendimento specifiche o interdisciplinari che possano essere di sostegno ed integrazione agli altri ambiti disciplinari;
  • intervento di supporto e programmazione delle attività ludico-sportive d'Istituto ed interscolastiche.

ESPERTI ESTERNI COINVOLTI

SCUOLA DELL’INFANZIA
Laurentiu Capra
Ronchi Michele
Sabbadini Emanuela
 

SCUOLA PRIMARIA
Bettegazzi Annalisa
Braga Carlotta
Brontesi Loredana
Farina Valeria
Gozzi Paola
Kroupovà Jana
Laurentiu Capra
Piscini Marco
Ronchi Michele
Rossi Fabrizio
Zanini Ferruccio

ESPERTI INTERNI COINVOLTI

SCUOLA SECONDARIA 1° GRADO
Prof. Vecchi Ercole
Prof. Gilberto Pilati

SCUOLA , TERRITORIO E SPORT EDUCATIVO
Il rapporto fra scuola e territorio si presenta come uno degli aspetti qualificanti ed innovativi della condizione di autonomia delle istituzioni scolastiche. Si tratta di un fattore di sicura portata innovativa laddove si evince che il Piano dell'Offerta Formativa (P.O.F) è la sintesi di un complesso percorso di elaborazione e consultazione che coinvolge non solo gli organi istituzionali della scuola, ma anche le associazioni dei genitori e le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali, sportive operanti sul territorio. In questa prospettiva il dialogo Scuola-Territorio assume già sostanzialmente alcune nuove connotazioni: Apre a nuove qualificazioni dell'offerta formativa che derivano da intese e accordi con enti, associazioni e realtà territoriali, facendo entrare nella scuola attività, esperienze e progetti maggiormente vicini alle esigenze, ai bisogni di bambini e ragazzi, progettate in forma sinergica; Supera una partecipazione puramente formale, per concorrere alla formulazione di obiettivi, di orientamenti, ma anche al reperimento di risorse e alla predisposizione delle condizioni per la migliore attuazione dei progetti integrati con il tessuto sociale di riferimento riconosciuti all'interno del POF. Uno degli elementi maggiormente evidenziati sia nella Scuola che nel territorio è la ricerca del collegamento tra i vari soggetti pubblici e privati che si occupano di educazione e di formazione. In questo quadro le risorse della famiglia, della scuola, degli Enti Locali e dell'associazionismo sportivo e culturale entrano in relazione e lavorano “in rete” per concertare un progetto unitario di interventi. Il progetto promosso dal nostro Istituto Scolastico ha saputo implementare attraverso un "laboratorio aperto di progettazione" molteplici occasioni di arricchimento didattico in sintonia con una programmazione didattica curricolare propria di ciascuna istituzione scolastica. In questa ottica l'autonomia scolastica va vista come opportunità per restituire alla scuola un ruolo formativo centrale avvalendosi anche di quegli apporti e collaborazioni reperibili e presenti sul territorio al fine di programmarli in ordine agli obiettivi formativi.
Solo in questa logica ha senso sviluppare l'autonomia scolastica dove quando si parla di Scuola integrata non la si riconduce ad una istituzione educativa "totale" nel sociale in cui "aggiungere" delle attività estemporanee, prive di alcuni fondamenti didattici e metodologici, quanto piuttosto ad una immagine di scuola aperta alle istanze della famiglia e del territorio in un rapporto di scambio di esperienze, contenuti e relazioni. Questa scuola oggi è allora chiamata a "mettersi in gioco" riacquistando una centralità progettuale non tanto quantitativa (sommatoria di tutti i progetti provenienti dall'esterno) ma qualitativa operando delle "scelte integrative" che siano rispettose, nel panorama delle pluralità delle proposte esterne, di alcuni criteri procedurali valorizzando anche il ruolo del gioco e dello sport come uno degli strumenti interdisciplinari che favoriscono le condizioni migliori di apprendimento e dello star bene a scuola con sé stessi con gli altri con l'educatore.
In questa circolarità scuola-territorio l’Istituzione scolastica è stata stimolata ad utilizzare il territorio come "campo di apprendimento" inteso cioè come complesso di risorse finanziarie ed umane, supporti organizzativi, che hanno permesso di offrire un progetto educativo "dal gioco allo sport" credibile e mediato all'interno di un processo di apprendimento centrato sui bisogni degli alunni.
Alla luce di quanto esposto si auspica che il progetto "Sport a Scuola" sviluppato in questi anni è stato e spero sarà nel prossimo futuro, in termini se vogliamo provocatori un tavolo comune entro il quale concertare in forma sinergica esperienze didattiche e proposte di avviamento al gioco-sport finalizzate a garantire il raggiungimento di un duplice traguardo in termini di continuità
VERTICALE: saper creare un alfabeto del movimento che passi dallo sviluppo delle capacità senso percettive , particolarmente incisive nell'ambito della Scuola dell'Infanzia, all'apprendimento delle abilità motorie, particolarmente significative nella scuola primaria, all’acquisizione e consolidamento del gesto sportivo, particolarmente significativo nella Scuola Media, creando in tal modo un " filo conduttore " tra il campo di esperienza " Il corpo e il movimento " e l'Educazione motoria e sportiva.
ORIZZONTALE: saper creare momenti, opportunità di incontro, attraverso la costruzione di itinerari di esperienza "in rete" con altre realtà scolastiche promuovendo in ruoli complementari anche la partecipazione di tutte le altre componenti interne ed esterne alla scuola (genitori-società sportiva-ente locale ecc.)

OBIETTIVI FORMATIVI
Durante il primo ciclo di studi l’alunno dovrà essere in grado di consolidare un percorso di formazione personale attraverso il corpo e il movimento , sviluppando abilità di tipo disciplinare , competenze di tipo sociale e relazionale, oltre ad acquisire la consapevolezza di alcuni principi valoriali , riconducibili come finalità a tutta l’esperienza scolastica .
Con le attività di gioco motorio e sportivo l’alunno avrà avuto la possibilità di “ costruire “la propria identità personale, con la consapevolezza delle proprie qualità e dei propri limiti, in quanto tale ambito di esperienza rappresenta una sintesi privilegiata dove coniugare il sapere, il saper fare e il saper essere.
In particolare, nel formulare i seguenti sette nuclei disciplinari, si è voluto dare risalto agli aspetti legati allo specifico della corporeità , alle sue funzioni e al consolidamento e allo sviluppo delle abilità motorie e sportive , ma anche agli aspetti comunicativo relazionali del linguaggio corporeo-motorio-sportivo. Inoltre viene riconosciuto il valore e l’importanza degli ambiti trasversali del curricolo che comprendono l’educazione alla salute, negli aspetti della prevenzione e della promozione di corretti stili di vita.
La scuola inoltre non potrà ignorare l’acquisizione di competenze essenziali nella formazione del cittadino, comprendenti l’integrazione sociale, la condivisione e il rispetto di regole, l’accettazione e il rispetto per l’altro, l’assunzione di responsabilità nei confronti delle proprie azioni, la capacità di impegnarsi per il bene comune. Il riconoscimento e l’esercizio di tali valori , in diversificati contesti , costituiranno una indispensabile palestra dove si saranno sperimentati i corretti valori dello sport ( fair play ) e la rinuncia a qualunque forma di violenza
In particolare, al termine del primo ciclo d’istruzione, l’alunno imparerà ad acquisire consapevolezza di sé attraverso l’ascolto e l’osservazione del proprio corpo ,la padronanza degli schemi motori e posturali, sapendosi adattare alle variabili spaziali e temporali. Saprà utilizzare il linguaggio corporeo e motorio per comunicare ed esprimere i propri stati d’animo anche attraverso la drammatizzazione e le esperienze ritmico-musicali.
Nell’ambito dell’avviamento ed orientamento alla pratica sportiva, si dovrà promuovere una pluralità di esperienze in grado di far conoscere ed apprezzare molteplici discipline sportive, all’interno delle quali il bambino avrà l’opportunità di sperimentare, in forma semplificata e progressivamente sempre più complessa, diverse gestualità tecniche. L’alunno dovrà inoltre dimostrare di sapersi muovere nell’ambiente di vita e di lavoro rispettando alcuni criteri di sicurezza per sé e per gli altri e dovrà riconoscere alcuni essenziali principi relativi al proprio benessere psico-fisico legati alla cura del proprio corpo e ad un corretto regime alimentare . Dovrà inoltre dimostrare di aver compreso all’interno delle varie occasioni di gioco e sport il valore delle regole e l’importanza di rispettarle , nella consapevolezza che la correttezza e il rispetto reciproco sono aspetti irrinunciabili nel vissuto di ogni esperienza ludico-sportiva.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Il corpo e le funzioni senso-percettive
*Riconoscere e denominare le varie parti del corpo su di sé e sugli altri e saperle rappresentare graficamente; riconoscere, classificare, memorizzare e rielaborare le informazioni provenienti dagli organi di senso (sensazioni visive, uditive, tattili, cinestesiche).
*Acquisire consapevolezza delle funzioni fisiologiche ( cardio-respiratorie e muscolari) e dei loro cambiamenti in relazione e conseguenti all’esercizio fisico; gestire e controllare il proprio corpo in relazione all’impegno fisico richiesto sapendo controllare l’impiego delle capacità condizionali (forza, resistenza, velocità) adeguandole all’intensità e alla durata del compito motorio.

L’alfabeto del movimento: schemi motori e schemi posturali
*Coordinare e utilizzare diversi schemi motori combinati tra loro (correre/saltare, afferrare/lanciare, ecc).
*Padroneggiare efficacemente gli aspetti coordinativi segmentari (oculo-manuali e oculo-podalici). Sapere controllare e gestire le condizioni di equilibrio statico-dinamico del proprio corpo.
*Organizzare condotte motorie sempre più complesse, coordinando vari schemi di movimento in simultaneità e successione.
*Padroneggiare modalità esecutive differenti di molteplici condotte motorie (palleggiare-tirare, correre evitando/anticipando l’avversario, ecc) funzionali ai giochi di movimento.

Il movimento del corpo in relazione allo spazio e al tempo
*Organizzare e gestire l’orientamento del proprio corpo in riferimento alle principali coordinate spaziali e temporali; organizzare le proprie azioni motorie in rapporto a successioni temporali (contemporaneità, successione e reversibilità) e a strutture ritmiche.
*Riconoscere e riprodurre semplici sequenze ritmiche con il proprio corpo e con attrezzi.
*Riconoscere e valutare traiettorie, distanze, ritmi esecutivi e successioni temporali delle azioni motorie, sapendo organizzare il proprio movimento nello spazio in relazione a sé, agli oggetti, agli altri.
*Padroneggiare più schemi motori attraverso una loro interazione secondo varianti esecutive spaziali, temporali, qualitative ed ambientali.

Il linguaggio del corpo come modalità comunicativo-espressiva
*Utilizzare in modo personale il corpo ed il movimento per esprimersi, comunicare stati d’animo, emozioni e sentimenti, anche nelle forme della drammatizzazione e della danza.
*Essere in grado di assumere e controllare in forma consapevole diversificate posture del corpo con finalità espressive.
*Utilizzare in forma originale e creativa modalità espressive e corporee anche attraverso forme di drammatizzazione; saper trasmettere contenuti emozionali attraverso i gesti e il movimento.
*Elaborare semplici coreografie o sequenze di movimento utilizzando band musicali o strutture ritmiche.

Dal gioco allo sport
*Conoscere e applicare correttamente modalità esecutive di numerosi giochi di movimento e presportivi individuali e di squadra e nel contempo assumere un atteggiamento positivo di fiducia verso il proprio corpo, accettando i propri limiti, cooperando ed interagendo positivamente con gli altri. *Partecipare attivamente al gioco motorio, prestando attenzione e memorizzando azioni e schemi di movimento.
*Conoscere e applicare i principali elementi tecnici semplificati di molteplici discipline sportive.

*Saper scegliere azioni e soluzioni efficaci per risolvere problemi motori, accogliendo suggerimenti e correzioni. Saper utilizzare numerosi giochi derivanti dalla tradizione popolare applicandone indicazioni e regole.
*Padroneggiare il proprio corpo in situazioni di gioco motorio svolto in diversificati ambienti ( ambiente naturale, ambiente acquatico, ecc.).
Sicurezza e prevenzione, salute e benessere
*Conoscere ed utilizzare in modo corretto e appropriato gli attrezzi e gli spazi di attività.
*Percepire e riconoscere “sensazioni di benessere” legate all’attività ludico-motoria.
*Assumere comportamenti adeguati per la prevenzione degli infortuni e la sicurezza nei vari ambienti di vita.
*Riconoscere il rapporto tra alimentazione, esercizio fisico e salute, assumendo adeguati comportamenti e stili di vita salutistici.

Le regole, il fair play
*Comprendere il “valore” delle regole e l’importanza di rispettarle per la buona riuscita dell’attività.
*Saper esprimere le proprie opinioni nelle diverse situazioni di gioco; conoscere e applicare semplici regole del gioco sapendole anche trasferire a nuove esperienze.
*Partecipare attivamente al gioco cooperando nel gruppo, accettando le diversità.
*Partecipare attivamente ai giochi sportive e non, organizzati anche in forma di gara, collaborando con gli altri, accettando la sconfitta, rispettando le regole, accettando le diversità.
*Saper affrontare con tranquillità le esperienze motorie accettando i vari ruoli previsti nei giochi e manifestando senso di responsabilità.

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI COMUNI A PIU’ DISCIPLINE DEL CURRICOLO
Negli ultimi anni il ruolo dell’attività motoria e sportiva, intesa come una componente essenziale nella promozione e nello sviluppo di una condizione di salute, ha ricevuto significativi riconoscimenti sia dagli organismi internazionali e nazionali che si occupano di politiche sanitarie, sia dal Ministero dell’Istruzione che, nell’ambito delle “Educazioni”, pone l’accento sulla “Educazione alla Salute”. Queste attenzioni trovano origine da un notevole numero di studi scientifici e monitoraggi svolti su scala nazionale che mettono in evidenza i rischi connessi all’aumento di sedentarietà in età evolutiva a cui si aggiungono parallelamente anche problemi di abitudini alimentari errate. In questo “quadro sociale” attuale, l’esercizio fisico si pone come uno degli strumenti fondamentali che la scuola deve promuovere e utilizzare al fine di prevenire patologie derivanti da scarso movimento (ipocinesia). Da non sottovalutare inoltre alcuni dati statistici che mettono in evidenza come in età giovanile si sia lontani da una pratica motoria-sportiva diffusa e come quest’ultima venga abbandonata rapidamente con il progredire dell’età. Ciò sta a significare una carenza educativa di fondo sul reale valore e sul significato dell’attività motoria non solo in termini di gratificazione e benessere ma anche di salute. Per troppo tempo purtroppo era ricorrente l’idea di “esercizio fisico” come espressione di una funzionalità “speciale” che ha portato a sottovalutare la rilevanza dell’attività motoria abituale come mezzo fondamentale per il mantenimento dello stato di salute per ogni individuo e ad ignorare la necessità che questo tipo di comportamento debba essere presente in tutti i bambini, non già solo a scopo di prestazione sportiva e/o di attività ricreativa, ma per lo sviluppo, il mantenimento ed il recupero di una condizione di buona salute. Questo si traduce nella capacità di creare occasioni educativamente valide, stabili e continue di attività motoria e sportiva, sviluppate in ambito curricolare ma anche extracurricolare, che possano svolgere un ruolo di prevenzione primaria con e attraverso il concorso di tutte le altre discipline. Alla luce di queste riflessioni pertanto, per quanto riguarda l’Educazione alla Salute, non c’è dubbio da un lato che gli obiettivi specifici di apprendimento attinenti alle conoscenze rientrano nell’ambito delle discipline scientifiche ed in particolare anche nell’ambito delle Scienze Motorie e Sportive e, dall’altro che gli obiettivi specifici di apprendimento delle Scienze Motorie e Sportive risultano strettamente correlati agli obiettivi educativi della Convivenza Civile in quanto finalizzati entrambi alla formazione integrale della personalità dell’alunno. In questo contesto “didattico” l’Educazione alla Salute”, intesa più propriamente come “educazione promozionale alla salute” rappresenta un aspetto essenziale del processo formativo globale che, a cominciare dalla scuola materna, tende a promuovere nell’alunno la capacità di partecipare in modo costruttivo alla vita della collettività e di stimolare quel senso di responsabilità necessario sia a salvaguardare la salute propria che quella collettiva, così come indicato dagli obiettivi specifici di apprendimento dell’educazione alla salute. Costituisce parte integrante dell’educazione alla salute l’ambito riguardante l’Educazione Alimentare in quanto alimentazione e salute, infatti, costituiscono un binomio inscindibile: l’alimentazione è il principale fattore che condiziona l’accrescimento bio-psichico del bambino e proprio la scelta degli alimenti (comportamento alimentare), che può essere condizionata da un numero grandissimo di fattori di natura sia psicologica che socio-culturale, induce spesso i bambini in gravi errori dietetici (per eccesso o difetto) con gravi ripercussioni sull’equilibrio fisico-psichico dell’organismo e con effetti negativi sul rapporto alimentazione-benessere. E’ forse questo il contesto privilegiato in cui l’Attività Motoria e Sportiva, intesa come educazione al movimento per la salute, trova ulteriore ragione di persistenza, ed anche di sviluppo, all’interno di un progetto educativo e formativo che miri alla crescita dell’alunno nelle sue dimensioni intellettuali e fisiche ricordando che la salute è un bene primario, individuale e sociale.

GRIGLIA INDICATORI
*Mettere in atto comportamenti di autonomia, autocontrollo e fiducia in sé.
*Accettare, rispettare, collaborare con gli altri e i “diversi da sé”.
*Attivare atteggiamenti di ascolto/conoscenza di sé e di relazione positiva nei confronti degli altri
*Esercitare modalità socialmente efficaci nel gioco rispettando le regole e manifestando le proprie opinioni.
*Conoscere spazi, strutture, strumenti della propria scuola
*Individuare le norme di corretto comportamento che disciplinano la vita nell’ambiente classe e negli spazi comuni dell’edificio scolastico (area cortiva, palestra, servizi igienici, ecc.)
*Conoscere in modo specifico alcune norme che regolano l’utilizzo dell’ambiente palestra
*Manifestare il proprio punto di vista in forma corretta nell’ambito del gioco
*Attribuire valore alle diverse caratteristiche che contraddistinguono le persone.
*Riconoscere le proprie modalità di relazionarsi con gli altri;
*Scoprire e riconoscere caratteristiche e abilità nei compagni di classe
*Rafforzare il bisogno di “sicurezza” che trova nelle regole del gioco il suo punto di riferimento
*Realizzare attività di gruppo che favoriscano la conoscenza e l’incontro con culture ed esperienze diverse.
*Elaborare tecniche di osservazione e di ascolto del proprio corpo per distinguere i momenti di benessere da quelli di malessere; *Verbalizzare gli stati fisici personali e individuare le possibili cause che li hanno determinati.
Secondo questi obiettivi, l'educazione ludico-sportiva potrà inserirsi nella scuola secondo la logica dell'unitarietà dell'insegnamento; in particolare il ruolo dell'insegnante nelle attività psicomotorie sarà quello di mettere il bambino in situazione di apprendimento partendo dalla sua realtà e dandogli la possibilità di fare esperienze attive e concrete che gli permetteranno di strutturare le capacità mentali dei pensiero.
Le attività di gioco, è indispensabile dirlo anche se risaputo, sono all'origine di ogni conoscenza del bambino che muovendosi e agendo si organizza nello spazio e nel tempo, impara a dosare e a finalizzare sempre meglio l'attività motoria, acquisendo sicurezza in sé e della propria autonomia.

TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
Con le attività di gioco motorio e sportivo l’alunno avrà avuto la possibilità di “ costruire “la propria identità personale, con la consapevolezza delle proprie qualità e dei propri limiti, in quanto tale ambito di esperienza rappresenta una sintesi privilegiata dove coniugare il sapere, il saper fare e il saper essere. L’alunno acquisisce consapevolezza di sé e del diverso da sé attraverso l’ascolto e l’osservazione del proprio corpo, la padronanza degli schemi motori e posturali. attraverso le esperienze ritmico-musicali. discipline sportive. onosce alcuni essenziali principi relativi al proprio benessere psico-fisico legati alla cura del proprio corpo. l’importanza di rispettarle, nella consapevolezza che la correttezza e il rispetto reciproco sono aspetti irrinunciabili nel vissuto di ogni esperienza ludico-sportiva.

CONTENUTI E ATTIVITA’
Il piano di lavoro di Educazione motoria che si vuole presentare individua tre principali coordinate di sviluppo.

  1. La prima mira a promuovere l'arricchimento dei linguaggi specifici dell'Educazione motoria, quali il linguaggio motorio ( linguaggio prevalente nelle attività ludico-motorie), il linguaggio sportivo( linguaggio prevalente nel gioco-sport, il linguaggio espressivo- motorio(linguaggio prevalente nei giochi della tradizione ludica infantile, ecc.). Tale intervento educativo si riassume nel concetto di "Educazione del movimento e della comunicazione - espressione corporea" e si realizza nell'apprendimento di nuove e sempre più complesse abilità motorie e corporee e nel consolidamento di quelle già acquisite.
  2. La seconda coordinata di sviluppo centra l'attenzione sulle valenze educative generali dell'esperienza specifica. Ogni bambino, nell'interazione con i compagni ( mediata dal gioco), ricerca e desidera rinforzare la personale identità, ambisce ad acquisire un proprio ruolo e considerazione sociale, vuole esprimere una soggettiva autonomia e capacità nell'affrontare difficoltà e risolvere problemi, si abitua alla condivisione e al rispetto delle regole. Con il concetto riassuntivo di " Educazione attraverso il movimento e la comunicazione- espressione corporea" si indica l'insieme degli obiettivi educativi( educare e conoscere, educare a comunicare, educare ad agire, educare a socializzare) verso i quali l'insegnante, in modo intenzionale, organizza il proprio agire, sia con riferimento al singolo bambino che all'intera classe.
  3. La terza ed ultima proiezione del piano di lavoro si focalizza sulle possibili connessioni tra il progetto educativo e didattico di Educazione motoria e lo sviluppo di progetti educativi trasversali quali l'educazione all'ambiente, l'educazione interculturale, l'educazione alla salute, l’educazione alla cittadinanza attiva, ecc.

Nel gioco motorio e corporeo il bambino interiorizza comportamenti a valenza comunicativo- relazionale, acquisisce conoscenza e consapevolezza di sé e del mondo circostante, sviluppa la capacità di formulare ipotesi e risolvere problemi. In tutto ciò è evidente un sostanziale contributo all'acquisizione di un sapere complesso, di cui i progetti su indicati sono parte integrante, e la cui realizzazione può concretamente contribuire l'esperienza educativa motorio-corporea.
Risulta pertanto possibile, inoltre, identificare alcuni criteri didattici che possono determinare la scelta e l'individuazione delle diverse attività ludico-sportive secondo: il forte potenziale educativo riferito allo sviluppo delle capacità motorie e all'apprendimento delle abilità motorie; le caratteristiche ed il livello di sviluppo delle diverse funzioni di ciascuna delle dimensioni della personalità; le motivazioni suscitate e sollecitate dai giochi e dalle attività, e la loro efficacia pedagogica; il livello di difficoltà sia sul piano esecutivo che su quello della comprensione delle regole di gioco.
Le esperienze si svilupperanno attingendo ad una vasta gamma di opportunità:
*Esercizi, giochi che prevedano l'utilizzo di molteplici schemi motori ed in particolare il lanciare, l'afferrare, il colpire, il calciare finalizzati allo sviluppo degli aspetti coordinativi.
*Esperienze che consentano di arricchire le informazioni (senso-percezioni) relative al proprio corpo.
*Esperienze manipolative e di grafismo: riproduzione e rappresentazione di un percorso attraverso il disegno.
*Giochi di esplorazione attiva dello spazio ambiente attraverso percorsi-spostamenti eseguiti individualmente o a gruppi per il controllo del proprio corpo in riferimento ad oggetti e persone ferme o in movimento (mappe-reticoli-punti di riferimento).
*Percorsi misti e circuiti in palestra e in ambiente naturale realizzati secondo diverse possibili varianti esecutive.
*Esercizi e giochi di equilibrio in condizioni statiche e dinamiche con o senza attrezzi in cui siano variate le superfici d'appoggio o che prevedano situazioni squilibranti.
*Giochi, percorsi, traslocazioni, svolti singolarmente, a coppie, in gruppo, utilizzando anche il corpo come "attrezzo" e materiale/attrezzature sportive codificate e non.
*Giochi che comportino il simultaneo o sequenziale controllo di più schemi motori: afferrare-colpire, correre-palleggiare, prendere-tirare, ecc.
*Esercizi, giochi individuali, a coppie, in gruppo svolti a carico naturale e con l’utilizzo di piccoli attrezzi per il miglioramento delle qualità condizionali: mobilità articolare, forza rapida, resistenza organica, rapidità.
*Esperienze motorie che facilitino la presa di coscienza e valutazione delle proprie funzioni fisiologiche in relazione alla modulazione del “carico fisico”: scoperta del ritmo cardiaco su sé stesso e sugli altri in diversi punti del corpo.
*Giochi ed esercizi per la percezione degli atti respiratori
*Esperienze motorie svolte in forma competitiva che consentano al bambino di percepire le condizioni di “fatica”
*Attività di informazione legate alla dietetica sportiva e norme di igiene alimentare

*Giochi sportivi semplificati individuali e di squadra: minihanball, minibasket, minivolley, minirugby giocoatletica, ecc, che consentano di conoscere ed apprendere i principali gesti tecnici utili al gioco.
*Percorsi, staffette e circuiti svolti in palestra o all'aperto (orienteering) realizzati secondo sequenze preordinate dall'insegnante o inventate dai ragazzi con le diverse possibili varianti.
*Esperienze di esplorazione e ricognizione dei vari spazi d'azione e delle norme che ne regolano il loro utilizzo.
*Approfondimento delle tematiche relative alla prevenzione degli infortuni e alle "buone regole" igieniche.

ATTIVITA’ PROGETTATE ALL’INTERNO DELL’ISTITUTO SCOLASTICO

SCUOLA DELL’INFANZIA
 Giochi senso-percettivi
 Giochi sul dialogo tonico-corporeo
 Giochi sugli schemi motori di base

SCUOLA PRIMARIA
Classi Prime
 Giochi di movimento polivalenti
 Giocomotricità sulla scacchiera
 Giochi di ed. al ritmo
 Ginnastica artistica
 Minibasket
Classi Seconde
 Giochi di movimento polivalente
 Giochi di Ed. al ritmo
 Ginnastica artistica
 Tennis tavolo
 Minibasket
Classi Terze
 Ginnastica artistica
 Minivolley
 Miniciclismo
 Sci-giornata sulla neve
 Tennis tavolo
 Minibasket
Classi Quarte
 Ginnastica artistica
 Minivolley
 Bocce
 Atletica
 Calcio
 Minibasket
 Minitennis
Classi Quinte
 Ginnastica artistica
 Minivolley
 RugbyAtletica
 Calcio
 Minibasket
 Minitennis

SCUOLA MEDIA
Le attività proposte all’interno del Centro Sportivo Scolastico, aperte a tutti gli alunni frequentanti le classi prime, seconde e terze, sono:
 Pallavolo
 Basket
 Ginnastica artistica
 Danza
 Calcio a 5
 Atletica
 Tennis Tavolo
 Nuoto
 Rugby

METODOLOGIE UTILIZZATE
Affinché gli obiettivi di apprendimento di seguito formulati siano facilmente raggiungibili, risulta essenziale applicare e utilizzare nella prassi didattica alcuni importanti principi metodologici che consentano di facilitare e ottimizzare i processi di apprendimento motorio. Il possesso e la padronanza di una pluralità di metodi consente di strutturare ed organizzare percorsi di apprendimento in grado di rispondere a tutti quei fattori di complessità che caratterizzano la situazione didattica, non ultima l’attenzione ai differenti stili cognitivi degli alunni. Anche le attività motorie e sportive non possono prescindere da questa riflessione comune. Pertanto non si sottraggono nel considerare come siano rilevanti nel processo di formazione motoria e sportiva le molteplici interazioni tra stili d’insegnamento e metodi didattici che possano concorrere e sostenere ciascun alunno verso apprezzabili livelli di competenza motoria. Questo approccio permette di ricondurre la pratica motoria (corpo e movimento) all’interno di un contesto educativo in cui le esperienze del bambino non risentano di interventi metodologico-didattici casuali, occasionali ed estemporanei, ma prevedano l’utilizzo di procedure consapevoli e attentamente programmate. Pertanto l’assunzione di determinate strategie didattiche ovvero il modo in cui l’insegnante organizza l’ambiente di apprendimento in un contesto di gruppo quale la classe, dovranno tener presente che: L’esperienza motoria deve connotarsi come “vissuto positivo” mettendo in risalto la “capacità di fare” del bambino, rendendolo costantemente " protagonista" e progressivamente " consapevole "nell’acquisizione delle proprie competenze motorie. Più il bambino sperimenta il successo della propria azione, più acquisisce fiducia in sé, più sente di essere capace più è disponibile a sperimentare e “mettersi in gioco”. Nell'ottica dell'attività motoria, ogni metodologia che mette in risalto " la capacità di fare " del bambino, inevitabilmente provocherà una grande produzione; questa, adeguatamente valorizzata, farà sentire il bambino capace di " ideare " creando così una serie di azioni-conquiste che condurranno il soggetto oltre al possesso di competenze disciplinari anche alla formazione di un’immagine di sé positiva. Pertanto è importante che nell’attività motoria il soggetto maturi esperienze cognitive, sociali, culturali e affettive significative. L’esperienza motoria deve realizzarsi come un’attività che non discrimina, non annoia, non seleziona, permettendo a tutti i bambini la più ampia partecipazione nel rispetto delle molteplici diversità. Ogni bambino è portatore di un proprio corredo motorio che attraverso opportune occasioni di apprendimento dovrà essere sviluppato, migliorato qualunque siano le capacità personali. Infatti nel gioco motorio le “diversità” del bambino devono trovare lo spazio formativo più adeguato garantendo loro esperienze capaci di valorizzare comunque le rispettive abilità motorie nel rispetto del diritto all’uguaglianza che la scuola deve tutelare. Nell’ambito di una Educazione alla Polisportività cioè “aperta” a molteplici stimoli derivanti dalla pratica di diversificate esperienze di gioco-sport, si dovranno creare le condizioni didattiche affinché ogni alunno abbia la possibilità di conoscere e sperimentare (capacità di riuscire) numerose attività sportive contenenti una vasta gamma di variabili, in grado di suscitare interesse e motivazione nei ragazzi. Infine, è necessario considerare le modalità di attuazione delle attività motorie, all'interno del singolo intervento: le modalità di organizzazione del lavoro ( attività per gruppi, collettive o individuali ), il modo di proporsi dell'insegnante nei confronti degli alunni , che ricalca i vari stili di insegnamento/apprendimento:

  • gli induttivi ( per libera esplorazione, per scoperta guidata, per problem solving);
  • i deduttivi (metodo prescrittivo-direttivo e quello per assegnazione dei compiti ).

STRUMENTI, ATTREZZATURE E SPAZI
Le esperienze di attività motoria e sportiva verranno sviluppate utilizzando una pluralità di spazi: Palestre scolastiche Centro Sportivo comunale Impianto natatorio Aree verdi Ambienti scolastici
Per lo svolgimento delle attività verranno utilizzati piccoli e grandi attrezzi in dotazione agli impianti sportivi, materiale non codificato, strumenti di supporto multimediale.

VERIFICA E VALUTAZIONE (criteri di verifica e indicatori di qualità)
Criteri di verifica e indicatori di efficacia:
Gradimento
livello di soddisfazione rispetto al bisogno formativo/alle aspettative
Partecipazione
coinvolgimento personale e interazione nel gruppo
Apprendimento
modificazione significativa degli atteggiamenti/delle conoscenze/delle condotte in ingresso.
Trasferimento
Impiego delle acquisizioni in altre situazioni
Monitoraggio
E’ prevista nell’ambito del progetto una fase di monitoraggio iniziale, intermedia e finale attestante: La corrispondenza del progetto formativo alle aspettative dei soggetti coinvolti. L’efficacia delle metodologie applicate La funzionalità organizzativa Il livello di partecipazione Il miglioramento nelle relazioni educative-professionali Una modifica degli atteggiamenti professionali Il livello di soddisfazione dei soggetti coinvolti. Queste fasi saranno svolte attraverso alcuni strumenti di rilevazione somministrati ad utenti, operatori e ad altre figure coinvolte nel progetto formativo.
Valutazione
Al termine delle esperienze di progetto (durata pluriennale) verrà predisposta una valutazione dei processi attivati e dei risultati ottenuti attraverso alcuni momenti congiunti di verifica esplicitati attraverso una relazione di sintesi finale. In particolare, le procedure di valutazione saranno finalizzate all’osservazione della coerenza tra le finalità del progetto e gli obiettivi raggiunti, confrontando gli strumenti utilizzati e le risorse impiegate. Valutazione strutturale: coerenza del piano operativo Valutazione qualitativa: rilevanza dei contenuti progettuali Valutazione sistemica: valenza sussidiaria del progetto rispetto alla programmazione istituzionale
Documentazione
Nell’ambito del percorso progettuale verrà predisposto materiale documentativo riguardante le esperienze formative attivate che sarà poi inserito nel sito web dell’Istituto. Il progetto prevede l’utilizzo della rete telematica per consentire una maggiore interazione tra le scuole “in rete” ed inoltre per pubblicizzare riflessioni ed esperienze prodotte.
Gli strumenti utilizzati:
 Report periodico (compilazione periodica di un diario di bordo)
 Schede di valutazione interna (compilazione iniziale, in itinere, e finale di una scheda tecnica di rilevazione distinta per gli operatori e per l’utenza).
 Questionario utenti
 Colloqui periodici con gli esperti esterni e gli insegnanti.
 Protocolli di osservazione diretta.
Colloqui periodici con le famiglie, gli insegnanti e gli educatori.

INTEGRAZIONE SPORT E DISABILITA’
L’esperienza sportiva scolastica promossa all’interno del progetto dovrà essere vissuta dagli studenti come opportunità di partecipazione e di assunzione di responsabilità. Affinchè si possa recuperare una dimensione di Educazione alla piena Cittadinanza e delle pari opportunità, il percorso progettuale prevede l’elaborazione e l’attuazione di interventi di individuazione e recupero degli svantaggi, di coinvolgimento diretto degli alunni con bisogni educativi speciali, di sostegno e integrazione per tutti quegli alunni che vivono in situazioni di particolare disagio o difficoltà.
Pertanto il progetto mira alla realizzazione di azioni efficaci nelle seguenti aree:

Area della prevenzione e dell'Educazione alla Salute, intesa come dimensione trasversale alle attività educative promosse all'interno della Scuola. In particolare, l'attività motoria potrà contribuire ad una promozione del benessere psico-fisico attraverso l'acquisizione di una maggiore consapevolezza del proprio corpo.

Area dell'integrazione e prevenzione del disagio sociale: sviluppo della socializzazione e integrazione fra soggetti "abili" e "a rischio" utilizzando molteplici forme di attività sportiva come mediatori e facilitatori dell'esperienza di conoscenza e di relazioni significative, rafforzando in tal modo la funzione educativa e sociale della scuola, quale ambito privilegiato per l’azione di contrasto alla devianza giovanile e di integrazione dei soggetti in condizione di disabilità o marginalità sociale.

Area della costruzione dell'identità: promuovere l'assunzione della propria identità attraverso l’assunzione di una piena cittadinanza e rimotivando una potenziale capacità di autonomia personale;

Area delle politiche a favore dei disabili, attraverso un processo di sensibilizzazione e di coinvolgimento di tutti gli alunni disabili, all'interno di un programma di comunità educante, promuovendo esperienze di incontro e integrazione con i soggetti diversamente abili mediante relazioni significative sviluppate dentro al gioco e allo sport.

Area dell’integrazione, attraverso un processo di sviluppo della socializzazione e integrazione fra soggetti appartenenti a diverse etnie e culture utilizzando il gioco e lo sport come mediatori e facilitatori dell'esperienza di conoscenza e relazione. L'educazione motoria non è semplicemente incontro/confronto con l’altro, ma promuove comportamenti orientati al rispetto ed alla tolleranza per garantire: aiuto verso chi si trova in condizioni di disagio (impegno sociale e relazionale) reciproca conoscenza (impegno cognitivo) cooperazione per il cambiamento (impegno etico-morale)
E' mediazione fra culture diverse, valorizzazione positiva delle diversità come risorsa e confronto produttivo e non riduttivo, promozione delle capacità di convivenza, superamento dell'etnocentrismo, il superamento del conflitto e la sua gestione seguendo criteri di tolleranza, rispetto, serena convivenza. Di conseguenza, una delle finalità formative della scuola è promuovere, con il dialogo ed una serie di attività laboratoriali, questo modello di integrazione nel pieno rispetto delle diversità. L'obiettivo prioritario dell'Istituzione scolastica pertanto è oggi anche quello di promuovere il dialogo-relazione quale presupposto educativo per la disponibilità al confronto ed all'accettazione del diverso, da intendersi non solo come elemento differenziato sul piano etnico-culturale ma più semplicemente come espressione di valori, anche concettuali, differenti dal nostro punto di vista.

Il percorso mira all’acquisizione di competenze sia disciplinari che trasversali al fine di:

attivare percorsi di rafforzamento dell’identità dei ragazzi “diversamente abili” grazie anche ad attività ricreative ludico-sportive finalizzate alla promozione dell’agio e contenere fenomeni di devianza e disagio psico-sociale

promuovere modelli di attività polisportiva in grado di favorire processi di socialità, aggregazione ed incontro in una logica “inclusiva” Recuperare e valorizzare la dimensione dell’esperienza ludica come facilitatore relazionale nel soggetto disabile

creare occasioni di corresponsabilità tra famiglia, realtà associative e soggetti istituzionali al fine di garantire esperienze di integrazione sociale.

EVENTI SPORTIVI a.s. 2015-2016

Calendario eventi interni

Calendario eventi esterni (Mantova)

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