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6 marzo 2019 - Giornata europea dei Giusti dell'Umanità

mercoledì 6 marzo 2019,

Giornata europea dei Giusti dell'Umanità

 IC Comprensivo di Asola, Via Raffaello Sanzio, 4 - Asola

 

La speranza non è la convinzione che qualcosa andrà bene ma la certezza che una cosa ha senso in ogni caso. 

Vaclav Havel

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LA FILOSOFIA

Alla base di tutto c'è un pensiero, semplice quanto potente: il Bene è contagioso.

Questa l'idea di base del progetto, che prende le mosse dalla convinzione secondo cui conservare e diffondere la memoria degli esempi coraggiosi di coloro che, di fronte a situazioni di estrema ingiustizia, hanno scelto il Bene, spesso mettendo a repentaglio la loro stessa vita, porta con sé un elevato potenziale educativo e funziona da efficace argine contro il ripetersi degli orrori di cui, fin troppe volte, è stato teatro il secolo scorso.

Per avvicinare in poche parole al concetto basterà ricordare, ad esempio, il film Schindler's List di Steven Spielberg, ovvero la storia del ricco industriale tedesco Oskar Schindler, che salvò un migliaio di ebrei da morte certa, impiegandoli come forza lavoro nella sua fabbrica di Cracovia. Ma quella di Schindler è soltanto una tra le decine di storie trattate nel progetto ...

 

CHI SONO I GIUSTI?

Il termine Giusto è tratto dal passo della Bibbia dove si dice "chi salva una vita salva il mondo intero" ed è stato applicato per la prima volta in Israele, in riferimento a coloro che hanno salvato gli ebrei durante la persecuzione nazista.

Il concetto di Giusto è stato ripreso anche per ricordare i tentativi di fermare lo sterminio del popolo armeno in Turchia nel 1915 e, per estensione, a tutti coloro che nel mondo hanno cercato o cercano di impedire il crimine di genocidio, di difendere i diritti dell'uomo nelle situazioni estreme, o che si battono per salvaguardare la memoria contro i ricorrenti tentativi di negare la realtà delle persecuzioni.

 

I GIARDINI DEI GIUSTI

Lo strumento "materiale" più tangibile per preservare questa memoria sono i Giardini dei Giusti, vale a dire i luoghi dedicati alla memoria di coloro che si sono opposti alla violazione dei diritti umani nella storia più recente.

L'ispirazione arriva dal Giardino di Yad Vashem (l'Ente nazionale per la Memoria della Shoah), a Gerusalemme, che ha dato poi origine ad altri giardini in ogni parte del mondo, come a Yerevan, accanto al Museo del Genocidio degli Armeni, a Milano, sul Monte Stella, a Sarajevo, in Polonia, negli Stati Uniti, in Israele, a Bergamo e speriamo, un giorno, anche a Praga.

In questi giardini la memoria getta radici profonde, trovando supporto negli alberi quale simbolo della vita e invito a difenderla contro i messaggeri di morte.

Il Giardino, allora, diventa una piccola oasi di pace, all'interno del concitato spazio urbano, dove riflettere sull'esempio dei Giusti e sul fatto che, anche in condizioni estreme, è possibile rispondere all'appello della nostra coscienza scegliendo di non rimanere indifferenti.

Per questo i Giardini dei Giusti sono la memoria educativa delle nuove generazioni, protagoniste della storia di domani, alle quali, oltre che un monito, offrono un'alternativa percorribile e un messaggio di speranza oggi tanto prezioso.

 

La Giornata Europea dei Giusti

L'associazione Gariwo, il cui acronimo è Garden of the Righteous Worldwide, nasce a Milano nel 2001, ma la sua dimensione oggi è soprattutto europea.

Il 10 maggio 2012, infatti, il Parlamento europeo ha risposto all'appello internazionale sostenuto da più di 3600 cittadini, intellettuali, artisti e politici, approvando con 388 firme la proposta di Gariwo di istituire la Giornata europea dedicata ai Giusti, per tutti i genocidi, da celebrarsi ogni anno il 6 marzo, in ricordo di Moshe Bejsky, presidente della Commissione dei Giusti, nonché uno degli ebrei salvati da Schindler.

Con questo importantissimo riconoscimento il concetto di Giusto, originariamente limitato al ricordo dei non ebrei che sono andati in soccorso degli ebrei, diventa patrimonio di tutta l’umanità.

Il termine “Giusto” non è più allora circoscritto alla Shoah, ma diventa un punto di riferimento per ricordare quanti, in tutti i genocidi e totalitarismi, si sono prodigati per difendere la dignità umana. Il significato di questa decisione richiama uno degli elementi fondanti della cultura europea: il valore dell’individuo e della responsabilità personale.

Andreas Pieralli, vai all'articolo

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Pubblicata il 23 febbraio 2019

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